Cos’è il Popolo? Cosa rappresenta quell’enorme distesa di gente, che insieme si emoziona, soffre, esulta e gioiosa si riversa sull’asfalto?
Cosa sente? Cosa la spinge?
Il cuore, la passione.
Tante piccole persone, con il loro bagaglio di speranze e di sogni, insieme si incamminano verso quella striscia di asfalto, che solo poco prima profumava di olio e riversava immagini veloci e suoni potenti.
Piccoli esserini se si guardano da quassù, dal prato, che ancora è caldo e rumoroso. E poi, anche io voglio essere il Popolo, anche io voglio scendere, anche io.
La stradina è ghiaiosa, le scarpe incespicano. Ma davanti a me la visuale è libera: la pista è tutta colorata, con questi piccoli omini che si spalmano sull’asfalto, chi intento a fotografare, chi impegnato a farsi fotografare. Ma io non sono qui per questo, o meglio non solo.
Guardo il rettilineo che ho davanti, e le strisce di gomma lasciate dalle ruote, e mi incammino, in linea retta, seguendo il percorso. Mi volto a tratti, per cercare di rendermi conto come sarebbe essere lì, con il popolo. Mi rispondo che sarebbe meraviglioso, ed intimamente lo è.

Proseguo a camminare, sempre con la testa bassa, per percepire ogni piccola deviazione di traiettoria. E giungo verso la fine del piccolo rettilineo, quando ci si prepara per il Carro. Un po’ ci si commuove, in quel punto, un anno fa, c’era un piccolo ragazzo, che non ha potuto nulla contro tutto.
Alzo gli occhi e osservo il popolo che scema verso le uscite e verso il podio… io decido di rimanere ancora un po’ qui. Mi piace questo posto, mi piace il calore dell’asfalto quando mi siedo, mi piace la scia di gomma lasciata dalle moto, mi piacciono i truccioli di questa gomma vicino ai cordoli. Mi piace questo posto, molto.
Mi alzo e cammino a ritroso, cercando di imprimere ogni immagine nella mia mente, fissare ogni sensazione per poterla conservare nel ricordo, e godermela ogni qual volta sia necessario.

Mi piace far parte del popolo, perchè questo popolo ama anche l’asfalto, il cordolo, la gomma e l’odore dell’olio… il rombo dei motori, la giovialità, il sole che picchia, l’aria umida e il sudore. Mi piace questo popolo.
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Il Popolo è quella massa che ti spinge a sopportare il caldo afoso di un’intera giornata, sotto il sole, ma con un grande sorriso.
E così un’altro anno è passato, un’altra emozione è stata vissuta. Sempre grazie a Ste, che come ogni anno mi accompagna con la sua moto. Quest’anno non abbiamo avuto neppure la gioia del podio, ma abbiamo visto un leone, un grande guerriero, un uomo che non si è ancora arreso. Alla prima curva visibile, la Quercia, sbucavano le moto del primo giro, e iniziai a contare: uno, due, tre, quattro, cinque! Quinto!! Non ci potevo credere, giuro che ho dovuto ricontare. La grinta che ci ha messo in quei primi giri ripaga interamente il biglietto, il sudore e il caldo.
Per non parlare poi della moto due. Uno spettacolo incredibile, coi sorpassi nel nostro rettilineo, a quaranta metri da noi. Di una velocità disarmante, e una bellezza mozzafiato. Anche la gara delle 125 è stata uno spettacolo, con questi ragazzini pazzi che sorpassano in tre in una curva!
Bello, bello, bello!
E poi quest’anno, oltre all’invasione di pista, ho potuto fare la foto con la moto di Vale, in uno stand sotto al prato uno. E’ così bella, perfetta in ogni dettaglio, e sembra un giocattolino per quanto sia piccola. Strano che una cosina così piccola possa produrre un rumore così potente, e andare a quella velocità. Un sogno, la desmo è un sogno. Andasse veloce per quanto è bella, ecco così sarebbe perfetto.